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La cappella è situata alla fine della strada Roncaglia, nell'omonima borgata (dipendente fino al 4 aprile del
1890 da Rivalta) e dedicata al noto S. Bernardo di Chiaravalle. La cappella
è a pianta a forma di L, costruita in mattoni ed intonaco, con
piccolo porticato davanti all'ingresso.
All'interno, su una parete spicca in un affresco del 1771 la figura di
S. Bemardo insieme a S. Antonio da Padova e alla Vergine con il Bambino.
Edificata in tempi imprecisati da alcuni frati cistercensi presenti in
loco, la cappella viene oggi usata per la recita di rosari e per la tradizionale
festa patronale della borgata.
Il Santo patrono della borgata Roncaglía è il famoso S.
Bernardo di Chiaravalle, che fondò nel 1115 l'omonima Abbazia.
Fu canonizzato nel 1774 e la sua festa cade il 20 agosto.
I festeggiamenti del patrono della Borgata sono curati dal priore designato
ogni anno tra i residenti ed iniziano con la celebrazione della S.Messa
nella cappella, seguita dall'ospitalità offerta nella casa del
priore per il rinfresco ricco di tante golosità; la festa continua
con la gara di bocce tra gli anziani del luogo e in alcune occasioni con
musica, danza e cena all'aperto.
La piccola chiesa sorge lungo la strada provinciale in zona Tolay. Essa apparteneva un tempo all'Abbazia di S. Michele (La Sacra)
nel periodo in cui questa era al massimo fulgore (1200).
Tuttavia la nascita della chiesetta sembra ancor più antica. Forse
ebbe origine dall'abbazia di S. Pietro di Novalesa, fondata nel 726. S.
Quirico potrebbe perciò essere stata costruita da monaci novalicensi
e poi rimaneggiata nella fonna romanica del XII secolo.
La piccola chiesa è aperta una volta all'anno per la celebrazione
della S. Messa in occasione della festa patronale di Corbiglia, S. Quirico.
Oggi la proprietà è di privati.
S. Quirico tramanda una leggenda cristiana, sarebbe stato martirizzato
dai persecutori della madre Giuditta e nella chiesa a lui dedicata di
S. Quirico è raffigurato in braccio ad un angelo con aspetto infantile.
Nel passato era considerato protettore dei bambini ammalati ed era oggetto
di novene e di numerosi ex voto appesi presso l'altare; nel giorno del
suo onomastico la tradizione racconta che i contadini si astenevano dai
lavori agricoli. La sua festa cade il 16 giugno.
A questo martire la comunità di Corbiglia dedica l'ormai
tradizionale festa annuale che viene celebrata nella seconda decade del
mese di giugno.
Dell'antica tradizione resta la celebrazione della Santa Messa nella piccola
chiesa di S. Quirico, a cui partecipano i bimbi più piccoli che
ricevono una particolare benedizione.
Situata all’inizio della Via San Rocco, all’intersezione con Via Matteotti. Ogni anno vi si celebrava la festa votiva
nella ricorrenza del Santo omonimo. Fu edificata come baluardo contro il contagio, a protezione dalla violenta epidemia di peste che si scatenò nel 1576 nell’Italia Settentrionale. San Rocco infatti era il santo cui usualmente si votavano i colpiti dal morbo. Venne collocata ai margini dell'abitato, sulla via che porta a Rivoli. In base ai documenti rinvenuti il Comune fu il principale committente che a fine Settecento promosse una cospicua opera di rivalorizzazione della Cappella, oltre ai lasciti testamentari fatti da alcuni cittadini di Villarbasse, come Lorenzo e Violante Vignola e Antonio Bernardi. Nel 1631 venne effettuato un primo restauro a cui ne seguirono almeno altri due. Un ulteriore ristrutturazione avvenne nel 1782, con opere di ripristino della facciata, posa di una nuova porta di ingresso, pavimento in quadrettino, apertura di una finestra con telaio e grata ed inoltre la sostituzione dell’immagine del santo precedentemente affrescata con un’altra su tela, raffigurante San Rocco e San Sebastiano. La cappella così rinnovata tornò ad essere oggetto di culto ma, per ragioni storiche, assai brevemente. Nel settembre 1981, la Pro Loco di Villarbasse intervenne in sua salvaguardia, rendendola accogliente e rimettendo sullrsquo;altare la deperita ma toccante tela con i sue Santi Protettori.
Situata nella Borgata di Corbiglia, fu oggetto di complicate vicende per l’attribuzione della proprietà, dell’uso e della sua gestione.
Nel 1829 fu eseguita una riplasmazione della cappella, con il contributo dei corbigliesi.
La chiesa di San Martino di Basse è posta sul crocivio delle strade che dal Villar
tendono al Sangone ed a Reano(Brayda-Rondolino).
Se ne ha menzione a partire dal 21/06/1348.
La cappella campestre è di piccole proporzioni e fu oggetto di numerosi interventi successivi alla sua edificazione.
Nel 1887 venne accertato dal Brayda che la pietra di ingresso era parte di una tomba romana. Un radicale cambiamento lo subì nel XVIII secolo; infatti venne tirato su un muro a levante entro il quale fu aperta la porta di ingresso per la soglia della quale fu collocata la pietra tombale, ma dato che la luce della porta era solo di un metro di luce e la pietra lunga 1.70 m, fu in parte murata.
Della pietra se ne ruppe una parte, la si può vedere collocata sulla facciata dell'attuale Palazzo Municipale.
L'edificio non è più in uso da molto tempo, da quando molti anni prima vi si celebrava annualmente la messa cantata nel giorno della festa di San Martino, 11 novembre.
Sita in Piazza delle Chiese. (Attualmente non in uso).
Si inserisce nel contesto architettonico della
Piazza delle Chiese con un volume edilizio che rispecchia in parte quello della vicina parrocchiale di San Nazario. La sua costruzione è avvenuta nei primi anni del XVIII secolo. Non è accertato se l'edificio attuale sia sorto su un sito di preesistenza, si sa però che la Confraternita esisteva già nel 1407 e che nel 1410 era proprietaria di un edificio. Trattasi di edificio a navata unica con cappelle laterali. La facciata ricalca in parte le linee architettoniche di quella della vicina parrocchiale realizzata nel 1830 ed il suo aspetto attuale è frutto di una riplasmazione operata nel 1825. La decorazione della parte absidale risale al XVIII secolo, mentre i pennacchi e la cupola venivano affrescati nel 1850 circa dal pittore torinese Guglielmino. Nel 1862 viene eseguita la pavimentazione realizzata in quarzite di Barge disposta a scacchiera. Nel 1981 vennero effettuati una serie di restauri, con sostituzione e riparazione dei serramenti, il nuovo intonaco alle pareti perimetrali ed in facciata.
Sul territorio di Villarbasse ve ne sono diversi, ubicati in diverse zone:
come quello sito all’intersezione tra Via Combabona e Strada del Merlo, detto anticamente ”Pilone della Gurata”, ad opera dell’Ing. Brayda Riccardo (1880-84 circa),
in stile neo-gotico, oppure quello sito nei pressi del Cimitero Comunale, o quello sito in Via Matteotti, restaurati, questi ultimi a cura della Pro-Loco Villarbasse.
Queste costruzioni venivano un tempo realizzate quali segni propiziatori per la fertilità dei raccolti e per allontanare le calamitànaturali quali grandine e folgore; costituivano inoltre le fermate dei vari percorsi degli antichi riti detti ”Rogazioni”, propiziatori dei raccolti.